C’è una tradizione che si ripete quando c’è da celebrare qualcunǝ diventatǝ famosǝ all’improvviso — che vuol dire entrare nel mainstream — o quando una figura famosa il mainstream lo lascia perché se ne va proprio. Una tradizione che sa quasi di gioco.
Funziona così: i quotidiani di provincia, di qualsiasi provincia, inizino a cercare negli aneddoti, nei ricordi, negli archivi, nei sentito dire tracce di una possibile connessione tra quella persona da celebrare e il microcosmo che i giornali raccontano.
Non è chiaro il motivo. Forse per accorciare le distanze tra la periferia, dove la cultura mainstream si consuma, e il centro che la produce; per rendere più sopportabile la monotonia della vita in provincia; per antropomorfizzare facce che il tempo e la distanza hanno trasformato in qualcosa che somiglia un po’ a una maschera (anche buona, eh).
A prescindere dai motivi, quello che conta è che si tratta di un gioco innocuo. Dice un po’ di noi, di come ci raccontiamo, e una volta capite le regole, è un gioco divertente da giocare.
Un esempio. Per comodità, visto che è appena passato, prendiamo Sanremo. Sanremo per dire Pippo Baudo, ovvio. Pippo Baudo ci lascia il sedici agosto dell’anno scorso. Due giorni dopo, il Giornale di Brescia ci tiene a farci sapere che un suo giornalista era stato uno dei primi (nemmeno il primo) a usare l’aggettivo “baudiano” quando ancora non figurava nella Treccani. Una connessione solidissima.
Era stato più veloce Il Mattino di Padova che già il diciassette usciva con un articolo per ricordare Baudo presentatore del concorso Voci Nuove del 1977, all’interno dei festeggiamenti per il Carnevale del Veneto a Casale di Scodosia. Decisamente meglio. Il Corriere dell’Umbria ci mette un giorno in più, ma cala l’asso. Il diciannove riporta tuttǝ al pomeriggio del ventidue gennaio 1984 quando Baudo mostrava una copia del quotidiano in diretta nazionale a Domenica In. L’invidia nella redazione del Giornale di Brescia. Per ultimo, Il Quotidiano del Sud (edizione Basilicata) si tiene stretto il Pippo Baudo promotore dello sviluppo turistico della Lucania, nonché scopritore di Mango.
Dal momento che l’alternativa è farci travolgere dalle notizie che contano davvero (e questo mese è un mese più pesante del solito) proviamo a giocare la nostra mano in questo gioco. Non cambiamo tema: Pippo Baudo, quindi Sanremo.
A scendere per primǝ le scale dell’Ariston nella terza serata, il giovedì, sono statǝ Maria Antonietta con Colombre. Maria Antonietta che il ventisette luglio 2023, di giovedì, saliva le scale del palco di Diluvio. Per giocare il gioco sul serio a questo punto dovremmo infilare in un paio di righe un aneddoto divertente e una disavventura minore, risolta nel migliore dei modi, grazie all’aiuto di unǝ volontariǝ del festival. Facciamo che ci convinciamo sia andata così.
Più degli aneddoti, conta che Maria Antonietta quel giovedì di luglio del 2023 fosse sul palco Luna. Un festival che trovava la sua stabilità, la sua dimensione, riusciva a ospitare un’artista che inseguiva da un po’, un’artista che si muoveva nel mondo che aveva ispirato la nascita di Diluvio, un mondo al quale Diluvio aspirava e che con Maria Antonietta portava sempre più vicino al Maglio.
Ha senso dire che Maria Antonietta sta a Sanremo 2026 un po’ come Brunori stava a quello dell’anno scorso? A loro modo comunque un po’ istituzionali, come se nel mainstream ci fossero sempre statǝ, solo verso i margini. Lǝ cuginǝ che sai abitano all’estero, e non hai capito bene dove né cosa stiano facendo, ma che è normale ritrovare a tavola una domenica qualunque. Appena una traccia di accento diverso nella voce, che ti irrita all’inizio, ma poi passa e sono quellǝ di sempre. Il Pippo Baudo del Mattino di Padova, del concorso canoro del carnevale di Casale di Scodosia, insomma.
Questo gioco, però, lo vinci se sei il Corriere dell’Umbria, se cali l’asso. Il vero outsider di Sanremo 2026? Chiello, ovvio. Caliamo l’asso. Quella volta che Chiello sul palco di Diluvio ha-. No, non è mai salito sul palco di Diluvio. Però è stato a Diluvio tra il pubblico, una delle sere più fredde di luglio 2025. Che è freddo lo si capisce dalle felpe che lo circondano, lui imperturbabile in una t-shirt nera.
Più che al freddo, imperturbabile davanti a Giulia. Al secondo anno da volontaria al festival, Giulia aveva deciso che anche Chiello avrebbe dovuto provare a portarsi a casa uno dei premi della lotteria di Diluvio. La fotografia è iconica. Ha già chiesto all’artista se abbia piacere a partecipare alla raccolta; lui, incastrato, non ha capito davvero la domanda e risponde Sì, quasi in automatico. Quelllo sopra è il momento in cui Giulia scrive Chiello a destra di NOME, sulla metà del biglietto che verrà poi usata per l’estrazione. Dopo l’istante nella foto ci sarà lo scambio di moneta da un euro per un biglietto che non sarà tra quelli vincenti.
Se c’è una morale in tutta questa storia è quella di riuscire a essere più Corriere dell’Umbria che Giornale di Brescia. Di ritrovarsi un giorno ad aver vissuto la realtà intorno senza gradi di separazione, piuttosto di celebrare quella volta che si era preso in prestito un aggettivo per descriverla, la realtà.
Come può confermare anche Giulia, hai più possibilità di farcela se decidi di unirti allǝ volontariǝ durante i giorni del festival. Tenete d’occhio gli annunci ché si inizia.
DILUVIO FESTIVAL 2026
Le sorti del festival stanno preoccupando tantǝ persone. L’edizione 2026 si farà? Questo ci fa accorgere di due cose: dell’affetto che ci circonda (grazie, non è scontato) e del fatto che questa newsletter non ha ancora raggiunto tutto il suo pubblico. Succederà con il tempo. Intanto, aiutateci con il passaparola.
Ne scrivevamo in Bar Palco di dicembre: il festival si farà. Abbiamo iniziato a pensarlo ancora prima di lanciare la campagna di crowdfunding: arrivatǝ alla fine, raggiunto l’obiettivo che ci eravamo fissatǝ, ci siamo trovatǝ tra le mani la responsabilità e la forza per metterci a lavorare per l’undicesima edizione di Diluvio.
Per voi che ci leggete prima di tuttǝ, lasciamo qui in anteprima le date: 23-26 luglio. Dalla prossima settimana inizieranno gli annunci, sul nostro profilo Instagram. Sveleremo un pezzo del festival alla volta, e poi ci ritroviamo qui per parlarne con più calma.
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NON PRENDETE IMPEGNI - gli eventi Diluvio da segnare in calendario
Domenica 15 marzo ci trovate alla festa di compleanno di Brescia Attiva, in via Sardegna 8. Dalle 15:30 saremo con il nostro banchetto insieme a tante realtà e associazioni che promuovono cittadinanza attiva sul nostro territorio, per raccontare Diluvio e ascoltare storie nuove. Passare per fare due chiacchiere e conoscere persone interessanti.
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DA RECUPERARE - articoli, libri, film, serie tv, podcast che ci sono piaciuti
Il 22 e il 23 marzo si vota per il referendum confermativo. La questione è se confermare o no la riforma costituzionale della giustizia. Sì, è una faccenda che sembra troppo complicata e i tecnicismi e la retorica esasperata della campagna elettorale non aiutano. Se non sapete da dove iniziare, partite da qui e poi spostatevi qui e qui. I risultati dei referenda confermativi non sono subordinati al raggiungimento di un quorum: un motivo in più per votare, se ancora non foste convintǝ. Se avete smarrito la tessera elettorale, controllate sul sito del vostro comune di residenza: gli uffici elettorali rimarranno aperti anche i giorni del voto.
Avete presente la playlist per studiare, che è diversa da quella per i mestieri, che non è la stessa di quella dell’allenamento? Forse non è il massimo avere una playlist pronta per tutto, forse il nostro cervello ha solo bisogno di riposare, cerca solo un po’ di silenzio, stando a questo articolo.
Facile dire silenzio e riposo se poi ti svegli un giorno e ti ritrovi a scrollare colonne di fumo, edifici polverizzati, missili, caccia, navi in fiamme, droni, tutto montato sulla Macarena, sparata a un volume troppo alto. Non è tanto la memeificazione dei conflitti, il problema; piuttosto il fatto che fermarci (o decidere di non fermarci) a fissare quelle immagini ci fa perdere di vista quello che sta accadendo prima che i missili partano. Lo spiegano bene Alessio Marchionna su Internazionale e questo reportage del Guardian: l’intelligenza artificiale è entrata nei processi decisionali che stabiliscono quanti, quali e dove lanciarli, i missili. Non c’è da stare tranquillǝ.
Per ripararci da tutto, almeno per qualche ora, è uscita Small Prophets, la nuova serie di Mackenzie Crook. Sono passati poco più di due mesi nell’anno nuovo, ma è difficile possa uscire una serie più deliziosa di questa fino a dicembre: il peso della vita di tutti i giorni spezzato da un incantesimo recitato a voce alta, scritto in un diario vecchio di sessant’anni, e da amicizie insperate. E poi c’è Michael Palin. (NB. non si trova sulle piattaforme, ma sui siti di condivisione. Non serve cercare troppo).
SHUFFLE - un po’ di musica che stiamo ascoltando
CI VEDIAMO IN GIRO - i concerti che andiamo a vedere questo mese
Senzapalco, tutti i mercoledì sera @Belafonte Brescia
13/3 Eyes, Be Quiet @Carme Brescia
15/3 Davide Tidoni @Canton Mombello Brescia
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Ci vediamo qui tra un mese, per festeggiare il primo anno di Bar Palco :)







